← Go-karting per le strade di Shibuya, Tokyo guida

LA CAUSA LEGALE DI MARIO KART

Perché non puoi travestirti da Mario: la causa legale di MariCar

L’operatore si chiamava un tempo MariCar e vestiva i conducenti da Mario e Luigi. Nintendo ha fatto causa, ha vinto in ogni grado di giudizio e i costumi del settore sono cambiati per sempre.

Vedi le date del go-kart a Tokyo su GetYourGuide ↗

È iniziato come MariCar — volutamente vicino al nome

L'operatore originale operava con il nome MariCar, gestito da una società chiamata Mari Mobility Development Inc., e si promuoveva esplicitamente come una versione reale del franchise Mario Kart di Nintendo, fino ad affittare costumi di Mario, Luigi e altri personaggi da indossare mentre si guidava nel traffico di Tokyo. La proposta funzionò in modo spettacolare dal punto di vista commerciale: divenne una delle esperienze turistiche più chiacchierate e fotografate della città, un appeal alimentato in gran parte proprio dall'associazione con il videogioco che il suo stesso nome e il suo guardaroba di costumi erano progettati per evocare nella mente dei visitatori.

La causa legale intentata da Nintendo nel 2017

Nintendo ha intentato una causa nel 2017 ai sensi della legge giapponese sulla prevenzione della concorrenza sleale, sostenendo che il noleggio dei costumi dei suoi personaggi e l'operare sotto un nome che i consumatori avrebbero naturalmente letto come un sostituto di "Mario Kart" creasse una falsa impressione che i tour fossero ufficialmente affiliati o approvati da Nintendo, quando non lo erano. Nintendo ha chiesto sia un'ingiunzione per fermare la pratica sia un risarcimento di 50 milioni di yen; le cronache dell'epoca hanno inoltre riportato la preoccupazione dichiarata dall'azienda che qualsiasi incidente stradale coinvolgente un "Mario" in costume avrebbe avuto ripercussioni sul suo marchio, indipendentemente da chi fosse effettivamente in torto, un rischio reputazionale che si aggiungeva alla questione dei marchi registrati.

La sentenza del tribunale distrettuale del 2018

A settembre 2018 il Tribunale distrettuale di Tokyo ha dato ragione a Nintendo, ordinando al gestore di cessare del tutto il noleggio dei costumi dei personaggi Nintendo e di pagare un risarcimento di poco superiore a 10,2 milioni di yen — poco più di un quinto dell'intero importo che Nintendo aveva inizialmente richiesto in primo grado. Invece di conformarsi pienamente e chiudere la questione, l'azienda ha impugnato la sentenza e ha continuato a gestire i tour con il nome MariCar durante l'appello, scommettendo che un tribunale superiore avrebbe valutato il caso in modo diverso.

Il ricorso eleva i danni all'intero importo di ¥50 milioni

Non lo fu. Nel gennaio 2020, l'Alta Corte per la Proprietà Intellettuale del Giappone ha ascoltato l'appello e si è pronunciata in modo ancora più netto contro l'operatore rispetto al tribunale distrettuale, portando il risarcimento danni all'intero importo di 50 milioni di yen originariamente richiesti da Nintendo e ordinando inoltre all'azienda di cessare l'uso del nome stesso "MariCar", non solo i costumi dei personaggi che le era già stato imposto di eliminare. Questa combinazione — la cifra più alta più la perdita del nome su cui aveva costruito l'intero marchio — è stato un colpo più duro della prima sentenza. L'operatore ha spinto la battaglia ancora un livello più avanti, cercando un ricorso finale alla Corte Suprema del Giappone piuttosto che accettare la decisione dell'Alta Corte come fine della questione.

La Corte Suprema chiude il caso, dicembre 2020

Il 25 dicembre 2020, la Corte Suprema del Giappone ha respinto in via definitiva l'ultimo ricorso dell'operatore, rendendo giuridicamente definitivi il risarcimento di 50 milioni di yen e l'ingiunzione contro il nome MariCar dopo circa tre anni di contenzioso ininterrotto su tre gradi di giudizio del sistema giudiziario giapponese. A quel punto l'azienda aveva già ribattezzato le proprie attività come Street Kart, abbandonando sia il nome MariCar sia ogni costume rimasto legato a Nintendo prima della sentenza finale, piuttosto che attendere di esservi costretta — lo stesso rebranding sotto cui oggi opera, in qualche forma, praticamente ogni operatore del settore, che fosse o meno citato individualmente nella causa originaria di Nintendo.

Ciò che significa davvero per te oggi

I kart stessi, i percorsi e il format del convoglio guidato non cambiano di nulla in tutto questo: ciò che è sparito è specificamente il marchio videoludico che li avvolgeva. Oggi il guardaroba di ogni operatore propone costumi generici da supereroe o in stile cinematografico, senza nulla che rimandi a Mario Kart, e nessuno si presenta come un'esperienza ufficiale o su licenza Nintendo, perché è proprio quell'associazione che i tribunali hanno impiegato tre anni a bocciare. Se il testo promozionale di un annuncio continua a usare l'espressione 'Mario Kart nella vita reale' per vendere l'atmosfera, trattatela come una scorciatoia informale del concetto, non come una rivendicazione letterale di ciò che vi aspetta nel baule dei costumi.

Vedi le date del go-kart a Tokyo su GetYourGuide ↗
Vedi le date del go-kart a Tokyo su GetYourGuide